La resilienza del catalogo

La resilienza del catalogo

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Di lui si diceva che dovesse sparire, che il digitale lo avrebbe seppellito e invece i dati dicono il contrario, soprattutto nel B2B ma i casi di B2C non sono pochi, il catalogo è risorto dalle proprie ceneri, ha saputo modellarsi e cambiare, adattarsi alla nuova era.

Come sarebbe la vita di un rivenditore senza il catalogo della sua azienda? Come ci rimarrebbe la famiglia se non ricevesse più il famoso catalogo Ikea?

Lo so, voi direte c’è il web, c’è Facebook, instagram, dove posso proporre i miei prodotti… perché ancora il catalogo?

Provate ad ipotizzare il grossista/rivenditore di pezzi di ricambio che passa ore e ore a leggere centinaia di pagine online solo per farsi un’idea di quello che voi proponete o la famiglia che non sogna più una casa funzionale e bella sfogliando le pagine del catalogo Ikea. Voi riuscite a pensare ad un futuro così?

Noi NO. La comunicazione diretta (one-to-one), la più efficace, che trova nel catalogo il suo alleato perfetto ha sull’esperienza dell’utente un impatto completamente diverso rispetto a quello che avviene sul web, un catalogo può essere toccato e sfogliato a lungo attirando l’attenzione, in un modo, che le immagini digitali non possono.

E per far si che il catalogo sia ottimizzato al massimo, deve rispondere alle caratteristiche del metodo AIDA (attenzione, interesse, desiderio e azione):
deve attirare l’attenzione, convincere il potenziale cliente a leggere di più, far crescere il desiderio latente per il prodotto o il servizio ed infine convincere ad intraprendere un’azione specifica (Call To Action) come comprare, chiamare e fissare un appuntamento, visitare il sito web…ecc

Questo però senza dimenticarci che oggi il nostro catalogo deve essere inteso come strumento di ispirazione e scoperta, sia ben chiaro che il web gioca un ruolo fondamentale e principale, ma questo non vuol dire che non ci possano essere altrettanti attori decisivi per arrivare a raggiungere i propri obiettivi.

Un recente studio della Quad Graphics ha rilevato che oltre la metà dei “millennial” ignorano la pubblicità digitale, prestando maggiore attenzione alla pubblicità diretta per corrispondenza e stampa.

Immaginate un utente che naviga sul web rimbalzato ovunque fra banner, video, post e competitor e ora immaginatelo mentre legge il vostro catalogo senza distrazione, assorto e concentrato, è questa la sua forza.

Il catalogo del 2020 è diverso dal suo antenato, è diventato un vero e proprio strumento di vendita “ATTIVO” capace di convertire:

  • MOSTRA I PRODOTTI NELLA LORO MIGLIORE VESTE
  • MISURA I TASSI DI CONVERSIONE
  • RICHIEDE COSTI DI STAMPA INFERIORI
  • MASSIMIZZA LE VENDITE
  • E’ INTERATTIVO

Senza dubbio le strategie di marketing digitale sono straordinariamente coinvolgenti e non vanno trascurate, ma un catalogo ben studiato può essere la chiave giusta per una strategia completa e perfettamente funzionante, dalla quale otterrete un ottimo tasso di conversione… NON È FORSE QUELLO PER CUI LAVORATE OGNI GIORNO ? 🙂

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